Green Hill non è finito/Green Hill is not over! (italian/english)

In merito ai/alle numeros* complici di stato e capitale sotto processo nelle prossime settimane, e per rammentare che la lotta per la liberazione animale non è un hobby, non deve conoscere sosta e non è finita.
Pubblichiamo di seguito il testo ricevuto da Earth Riot.

Una data storica: Green Hill viene posto sotto sequestro.
Alle spalle una campagna partita dal basso che per più di due anni ha portato migliaia di persone in piazza a lottare contro una multinazionale della vivisezione, ma soprattutto contro ogni luogo di sfruttamento e ogni forma di dominio.
Un evento unico e indelebile nella lotta di liberazione totale.
Una testimonianza di come l’attivarsi in prima persona e il non delegare a istituzioni e associazioni siano l’essenza e la forza di ogni lotta.
Ma questa data non può e non deve ricordare “solo” i 2639 beagles scampati all’inferno dei laboratori.
Il sequestro e poi la chiusura di Green Hill hanno rappresentato la salvezza per tutti gli individui che vi erano rinchiusi ma, al tempo stesso, anche un colpo ben assestato all’interno di una lotta dai forti contenuti politici: non era solo un allevamento della Marshall ad esserne minacciato.
La realtà degli allevamenti e dei laboratori non era più invisibile.
La forza dell’azione diretta era sotto gli occhi di tutti.
Non si voleva solo la liberazione di quei cani, ma di ogni individuo rinchiuso in un luogo di tortura e sfruttamento.
Si stava riuscendo a mettere in discussione l’intero sistema capitalista su cui si basa la società in cui viviamo.
La chiusura di Green Hill è stata fatta sembrare una decisione arrivata dall’alto in virtù di leggi, giudici e gendarmi, un calcolato specchietto per allodole.
L’allevamento era chiuso e i beagles salvi.
Una vittoria appagante che ha segnato la fine di una mobilitazione già smembrata da strumentalizzazioni e infiltrazioni qualunquiste e destrorse.
Così l’onda della rivoluzione si è inesorabilmente infranta.
Al grido di “tutti uniti per gli animali” si è ricominciato a delegare, a svuotare di significato il concetto stesso di antispecismo.
Tra tessere di associazioni e false promesse di politici complici e raccatta voti, i vivisettori hanno potuto tornare ad agire indisturbati.
Anche la “questione Green Hill” non interessa più a nessuno.
Da Montichiari non partono più cani verso i laboratori, ma la vivisezione continua a esistere, può sembrare scontato e banale ma purtroppo va ricordato.
E il silenzio è cosi provvidenzialmente caduto anche sul processo che vede imputati (oltre a 3 dipendenti) i veterinari dell’Asl di Brescia, distretto di Lonato del Garda, responsabili dei controlli a Green Hill: Silini Roberto e Giachini Chiara.
Hanno scelto il rito abbreviato per evitare la radiazione dall’albo.
Si sono resi complici per anni di maltrattamento e uccisioni dei cani “difettosi”: affetti da patologie curabili ma economicamente svantaggiose.
Hanno omesso di effettuare i controlli previsti dal D.Ivo 116/1992 e dagli artt 99 e ss del Testo Unico Leggi Regionali in materia di sanità (Legge Regionale n 33 del 30 dicembre 2009).
Hanno comunicato in anticipo le ispezioni programmate dall’Asl di Brescia, dalle Autorità Sanitarie Regionali e dal Ministero della Salute.
6023 decessi tra il 2008 e il 2012.
Se non si tiene alta l’attenzione su questo processo (calendarizzato per il 7 febbraio prossimo) anche questi integerrimi veterinari dell’Asl se la caveranno con una condanna irrisoria.
Come abbiamo visto per Graziosi Renzo, il veterinario alle dipendenze di Green Hill, responsabile di migliaia di uccisioni ingiustificate, condannato recentemente in via definitiva a un anno e sei mesi (che non sconterà) e a sei mesi di sospensione dall’esercizio della professione e che tornerà ad esercitare il 24 marzo 2018.
Più che una condanna la definiremmo una vacanza.
Non ci accontentiamo della chiusura di un allevamento. I suoi complici devono pagare.
Allevamenti e luoghi di oppressione ce ne sono e saranno in ogni luogo.
La lotta per la liberazione animale e della terra non è a intermittenza e non è finita!

English Version

GREEN HILL IS NOT OVER!

July 18th, 2012
An historical day: Green Hill is tied up by authorities.

Before that date, a grass root campaign drove thousands of people to streets and demos and demonstrations against Marshall Bioresources, owner of Green Hill beagles farm and one of the biggest vivisection multinational companies in the world, and against any cage, any form of slavery and exploitation, and form of dominion.
The campaign lasted for more than two years. The thousands of activists that took part wrote some of the most inspiring and exciting pages of the total liberation movement history.
What happened clearly demonstrated how common people, with their own forces only, with no delegation to parties of big associations, could fight against and win over a giant of capitalism.
That day, 2639 beagles could exit those gates and escape from their fate.
But that day was far more that this. It was the day that it was clear to everyone how direct action and grassroot activism could break the wall of silence, show what lies beneath closed doors of labs and breeding farms. It was the day people realized to have the power to fight and set free anyone whose life is segregated in cages, prisons, laboratories.
It was the day capitalism was menaced by the mere force of protesters. The day today’s society heard its foundations cracking sounds.
But that day it seemed that Green Hill gates could be shut down by authorities, rules and laws, police and judges only. The truth was concealed behind a curtain of normalization. The power started to narrate the tale of good government, good laws, animal welfare, isolated cases of “horror farms” and “inhumane behaviour”.
Good laws and good judges ordered to shut the farm down. Beagles could be saved.
The campaign, already weakened by right wing infiltrations, melted like snow.
Revolution wave shattered and died.
Any urge of change and justice was buried under the “together for animals” and “we are their voices” and “animals do not care of politics” empty slogans. People, once again, gave their power up and let other to fight for them. To decide on their behalf.
Green Hill gates were shut down, beagles were free and safe.
The whole matter could be forgotten.
No more cargos are leaving Montichiari (the town where the breeding farm was located).
But vivisection is not over.
Only, nobody seems to care any more.
At the same time, nobody seems to care about the trial that is going on against three former Green Hill workers and two ASL (governative institutions that is in charge of animal welfare in labs, farms, etc.) vets that were in charge of Green Hill inspections, Roberto Silini and Chiara Giachini.
They are under indictment for animal abuse, and the killing of thousands of “defective” dogs. Dogs that were affected by patologies that could be cured, but whose cure was considered anti-economic. A loss for the company.
The two vets are also accused to have constantly informed Marshall managements of governative inspection calendars and of any ongoing investigation.
Between 2008 and 2012 6023 dogs have been killed.
On February 7th it will be held the probably last hearing of the trial. Should we let it go on quietly and secretly, these people will never pay for their crimes.
As already happened to Green Hill veterinary, Renzo Graziosi, that has been sentenced to one year of prison (sentence suspended) and six months of professional interdiction (a kind of holiday, isn’t it?).
To us, the Green Hill shut down is not enough. Its accomplices, those who cooperated to torture and kill thousands of animals must pay.
Farms, labs, exploitation sites exist and will continue to exist all over the world.
Our fight for Animal and Earth Liberation is not over. Our fight for Animal and Earth Liberation will never stop!

Fonte: Earth Riot

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