#SIAA: Calendario delle Mobilitazioni

Settimana Internazionale per l’Azione Antispecista: dal 30 ottobre al 5 novembre contro ogni espressione di dominio e prevaricazione!

Un’iniziativa che incoraggia i cittadini a svolgere ogni tipo di azione: dalla propaganda stradale (dipinti, manifesti, distribuzione di volantini) a laboratori/forum e dibattiti nei vari spazi di riunione affini a questa lotta, a organizzare varie azioni contro attività specifiche con gli strumenti che ogni persona può considerare opportuni, alle mobilitazioni e alle dimostrazioni di massa.
Ognun* può partecipare e sentirsi coinvolto, al fine di scuotere ogni gabbia e simbolo di schiavitù.
In ricordo di Barry Horne e di tutte le vittime umane e non umane dello specismo e del dominio.
Sia le misure individuali che collettive di lotta sono valide; dalle azioni di diffusione alle mobilitazioni.
La solidarietà tra le specie non è solo una parola scritta!

Calendario delle mobilitazioni in programma (in costante aggiornamento)

27 Ottobre – Milano: presidio contro il convegno COOP a cura di BioViolenza
30 Ottobre – Milano: Presidio Antifascista per la Liberazione Animale (italian/english)
1 – 5 Novembre – McRiot: Mobilitazione Anti-capitalista: iniziative in diverse città (Viareggio (3/11) – Brescia, Genova, Ferrara (4/11) – Milano, Bologna (5/11))
3 Novembre – Bari: dalle 19.30 proiezione del documentario Alma, presentazione del neo-collettivo N.A.M.B. (Nucleo Antispecista Militante Bari/Barese) e cena vegan in Ex Caserma Rossani (via Giulio Petroni 8/C)

English version

An international call for a week of action against speciesism, from October 30 and November 5, has been launched through social media. It encourages folks to carry out all kinds of actions, from street propaganda (paintings, posters, distribution of leaflets …) to workshops/forums and debates in your meeting spaces, to self-organizing various actions against specific businesses with the tools that each person may consider appropriate, to mass mobilizations and demonstrations. May each one be organized as it suits each one involved, and may they shake all the cages. In memory of Barry Horne and all the human and nonhuman victims of speciesism and domination.
Both individual and collective measures of struggle are valid; from diffusion actions to mobilizations.
Solidarity between species is not just a written word!

Settimana Internazionale per l’Azione Antispecista (in more versions)

Relazione del Contagio alla Festa Antispecista

Quanto segue sono i contenuti (integrati da qualche contributo fotografico) dell’intervento tenuto da Contagio Antispecista lo scorso 16 settembre nell’ambito della conferenza Michela Vittoria Brambilla e la mercificazione del veganismo, che ha avuto luogo nel corso della Festa Antispecista ospitata dal Macao di Milano.
Forse avrete saputo della diffida pervenuta alle realtà organizzatrici del festival e ai/alle relatori/relatrici della suddetta conferenza da parte dell’avvocato dell’onorevole Brambilla, un provvedimento che si commenta da solo confermando la tendenza intimidatoria e di censura che ormai alberga in ogni atomo della nostra vita.
Vi lasciamo ai contenuti di un appuntamento che ha visto una grande partecipazione.

Il Contagio non nasce come gruppo o collettivo, ma come piattaforma di scambio e approfondimento con l’obiettivo di fare chiarezza su ciò che dovrebbe rappresentare l’antispecismo, in un momento storico nel quale viene quotidianamente lapidato dalle sue istanze originarie a causa e per colpa (colpa diretta e consapevole) di, come già accennato dai precedenti relatori, derivazioni qualunquiste, infiltrazioni fasciste e dell’opera massificata della mercificazione condotta dal capitalismo e della sua dirigenza sodale.
Questo è anche il motivo per cui siamo in due e ci presentiamo come portavoce piuttosto che come relatori.
Questa realtà non va identificata nelle singole persone, ma in un lavoro collettivo che possa portare chi sostiene e conduce l’antispecismo radicale a una prospettiva più ampia di convergenza di lotte condivise.

Uno dei tanti motivi che ha contribuito alla nascita di questa realtà è stata proprio la definizione (che ognuno di noi ha) di antispecismo.
Quando parliamo di derivazioni qualunquiste (prima ancora di infiltrazioni fasciste) non vi è giudizio sommario o superficiale, ma critica profonda all’aspetto stesso dell’etimologia dei termini.
Come tutti sappiamo il termine qualunquista ha sempre avuto accezione negativa, non sta a noi in questo ambito dare etichette di questo tipo, ma la connotazione di antispe ha assunto diverse significati e sopratutto molteplici strade di avvicinamento allo stesso.
Il Contagio nasce proprio da questo e in particolare dalla domanda, non da una domanda, ma dalla domanda: come è potuto succedere che un termine tanto fondante e semplice nella sua comprensione abbia subito una costante disintegrazione?
Ci siamo resi conto che l’attaccabilità del termine (intesa come lotta concreta) è nata da una disfunzione apparentemente innocente (ecco perché preferiamo definirla divisione) avvenuta negli anni 80, ovvero la differenza tra ABOLIZIONISMO e LIBERAZIONISMO.
Come tutte le lotte di liberazione del passato che hanno inizialmente sollevato masse e contradizioni, anche nella lotta antispecista vi è stato un momento in cui inconsapevolmente abbiamo aperto le porte ad una collaborazione diretta e indiretta con gli strumenti stessi che generavano oppressione.
Oggi anche nell’antipsecismo radicale si fa fatica a distinguerne questa iniziale anomalia.
La lotta antispecista dovrebbe necessariamente, per poter essere credibile, inattaccabile e quindi duratura, avere un’accezione unica e chiara per tutti, ecco perché parliamo di antispecismo liberazionista e quindi di liberazione totale, sino a giungere ad una sola proposizione: liberazione animale che racchiude in se la liberazione degli altri animali, degli esseri umani e del contesto in cui vivono, la Terra.

Tutti gli aspetti che hanno portato ad una deriva dell’antispecismo, ieri come oggi, partono tutti da quella alterazione iniziale: l’antispe ABOLIZIONISTA (con tutte le sue abberranti conseguente, debole e riduzionista).

Pionieri della tendenza ABOLIZIONISTA furono associazioni di stampo internazionale come WWF e Peta, ma che negli ultimi anni ritrova fautori e sostenitori in quegli approcci di stampo caffiano e da parte di associazioni animaliste come Essere Animali, Animal Equality e Sea Shepherd che, oltre a svendere il veganismo come “prova” (attraverso iniziative come “i 12 passi” o la “settimana vegana”) e sostenendo l’omologazione dello stesso da parte dell’industria sulla scia del “per gli animali va bene tutto”, “agli animali non interessa la politica” e dulcis in fundo “noi siamo la loro voce” e “gli oceani prima di tutto”, stringono collaborazioni con personaggi (politici e non) legati e collegati ad istituzioni ed organi di potere, delegittimando di fatto l’aspetto radicale, pulito, cristallino e libertario della lotta antispecista, di Barry Horne memoria.

VeganFest 2017, conferenza sul “benessere animale”, da sinistra: presentatore, Giulia Innocenzi, Renata Balducci, esponente di Animal Equality, esponente di Essere Animali.

Modalità queste che generano incoerenze e contraddizioni (che, da una prospettiva libertaria, ad oggi, sono ormai insanabili), rendendo la lotta per la liberazione animale “attaccabile” dall’esterno, da chi ne ha fiutato un mero affare economico sulla scia di una standardizzazione che vede il veganismo non più come atto politico, ma come moda del momento o commedia stantia.
Qui una piccola parentesi: quando si parla di atto politico si intende la genesi del termine politico che spinto da un riscatto di lotta esula e si estranea totalmente da ciò che oggi viene identificato come politico, ovvero partitico.
Aprendo così, come tutti abbiamo potuto notare in questi anni, ad una massiccia presenza da parte sia di politici e partiti alla ricerca (attraverso la strumentalizzazione della lotta) di consensi e facili trampolini elettorali, che alla costituzione e diffusione sempre maggiore di gruppi animalisti di chiara matrice xenofoba, intollerante e reazionaria, che hanno permesso il consolidarsi delle realtà fasciste, e quindi un totale appiattimento massificato della lotta: Fronte Animalista, Iene Vegane, Foresta che avanza sono solo alcuni esempi.

Derive qualunquiste e svendita degli ideali di liberazione che trovano la loro sublimazione in quelle espressioni commerciali volte a ridurre il veganismo ad un marchio, agevolandone l’assorbimento e la mercificazione da parte del capitalismo.
Derive che vedono sempre la presenza di politici di destra come nel caso del reciproco supporto e visibilità tra Vegan Ok e la onnipresente on. Brambilla.
Collaborazione che è stata rinnovata anche nel corso della recente edizione del SANA (vetrina personale di esposizione per Martella & Co.), che però non rinunciano a tenere piedi in più scarpe considerando lo spazio conferenziale offerto anche ad esponenti del M5S e la presenza di vari stand certificati Vegan Ok alla festa de l’Unità di Bologna, sempre nello stesso periodo.

A confermare e rafforzare la stretta collaborazione tra certificazioni ambigue votate al capitale e gruppi di stampo xenofobo e fascista, c’è lo stretto collegamento (in Italia) tra Vegan Ok e Sea Shepherd, con un sostegno reciproco che ne aumenta la visibilità, ridicolizzando chi conduce lotte reali per la salvaguardia degli eco-sistemi in generale, considerando, anche, le conferenze tenute dall’associazione di Watson sulle microplastiche e il lavoro condotto da Martella di certificazione dell’ovvio, apponendo il proprio marchio su alimenti per natura vegetali, ma imprigionati in vari strati di plastica.
Ma questo è solo uno dei tanti aspetti pratici, perché la criticità in merito a Sea Shepherd (che non è rivolta ai/alle volontar* dell’associazione in merito, molti dei quali si stanno facendo delle domande) la possiamo ritrovare nelle origini della sua fondazione e collaborazione internazionale: la terrificante amicizia e quindi collaborazione con uno dei massimi esponenti della destra americana, David Foreman. In una nota intervista P.W. massima espressione di SS nel mondo disse che considerava la sua associazione come la “marina militare” di Foreman, oltre ad aver contribuito alla stesura e diffusione di uno dei suoi libri.
In questo libro vi sono tra le tesi più xenofobe che il fascismo americano ha partorito: Foreman sostiene che i problemi della Terra sono colpa dell’immigrazione, e per questo i flussi migratori sono la prima causa di devastazione.
Inoltre SS in più occasioni ha arruolato marines americani nelle sue flotte.
Spostandci in Europa possiamo trovare l’amicizia profonda ormai nota con Brigitte Bardot (l’attrice gli ha regalato-ristrutturato una nave) moglie di un deputato del Front National francese, e che più volte è stata condannata per sue dichiarazioni pubbliche omotransfobiche, razziste e sessiste che lei stessa ha rivendicato con energia (le sue interviste si possono trovare sul web nei telegiornali francesi)
Le collaborazioni di SS con LAMYA ESSEMLALI neofascista del FN e con PIERRE RAHBI noto opinionista francese che afferma che il Pianeta è sostenibile secondo un’organizzazione sociale basata sulla famiglia, meglio se tradizionale e bianca.
Paul Watson definisce Rahbi quasi la sua guida spirituale condividendone in toto le sue posizioni.
All’inizio abbiamo accennato all’imprescindibile necessità di essere il più possibile inattaccabili, un processo lapidato da realtà come Vegan Ok che, oltre a diffondere un’idea malsana di veganismo, contribuisce a mantenere viva e vitale una visione antropocentrica di società attraverso l’utilizzo di feticci che rimandano alla prevaricazione animale e la vendita di prodotti che ne ricordano direttamente lo sfruttamento, come già affrontato nell’articolo Agganciati al sistema antropocentrico.
Ma Vegan Ok non è la sola espressione di mercificazione dell’antispecismo, ve ne sono molte tra cui una recente collaborazione tra la EVU (organo appartenente al Parlamento Europeo) e la multinazionale Unilever che prevede l’inondazione del mercato con 500 prodotti, nuovi e non, certificati con tale marchio e appartenenti alla corporation leader in ambito di sperimentazione animale, inquinamento, desaparecidos e land grabbing (o neo colonialismo).

La lotta antispecista radicale è, come tutte le lotte di liberazione di chi è oppresso, contro (e ne combatte tutte le sue devianze) la delega, e la proposizione ha lo stesso significato: la delega è contro la lotta antispecista radicale.
La liberazione animale ha credibilità se vi è questo assunto ecco perché bisognerebbe iniziare finalmente a parlare di liberazionismo totale.
Il sistema è un leviatano che si autoalimenta in continuazione, possiamo tranquillamente delegarlo a cambiare una legge sugli sfruttamenti che lui digerendone qualsiasi istanza ne moltiplica centinaia di altre.

Ricordiamo a tutti i presenti che la seconda udienza del processo contro i/le compagn* che hanno liberato 400 schiavi detenuti nel reparto di farmacologia di Milano si terrà il prossimo 30 0ttobre alle 9.
Lanciamo quindi un appello per la costituzione di un presidio solidale antifascista che dalla piazza possa esprimere un chiaro messaggio (considerando anche le infiltrazioni al presidio organizzato in occasione della prima udienza): fuori i fascisti dall’antispecismo!

English version

Rilanciata dal canale Insurrection News

Settimana Internazionale per l’Azione Antispecista

In Italian, English, Spanish, Basque, French, Turkish, Kurdish, German and Portuguese versions

Appello internazionale per una Settimana di Azione Antispecista contro ogni espressione di dominio e prevaricazione, dal 30 ottobre al 5 novembre, è stato lanciato attraverso i social media.
Incoraggia i cittadini a svolgere ogni tipo di azione, dalla propaganda stradale (dipinti, manifesti, distribuzione di volantini) a laboratori/forum e dibattiti nei vari spazi di riunione affini a questa lotta, a organizzare varie azioni contro attività specifiche con gli strumenti che ogni persona può considerare opportuni, alle mobilitazioni e alle dimostrazioni di massa. Ognun* può partecipare e sentirsi coinvolto, al fine di scuotere ogni gabbia e simbolo di schiavitù.
In ricordo di Barry Horne e di tutte le vittime umane e non umane dello specismo e del dominio.
Sia le misure individuali che collettive di lotta sono valide; dalle azioni di diffusione alle mobilitazioni.

La solidarietà tra le specie non è solo una parola scritta!

Vi invitiamo a segnalarci le iniziative in programma, purché esse rispettino e rispecchino i valori imprescindibili di antifascismo (antirazzismo, antisessismo, antiomotransfobia), antiautoritarismo, anticapitalismo senza i quali l’antispecismo stesso non potrebbe esistere.
Vi aggiorneremo a nostra volta sulle mobilitazioni in programma a livello locale e internazionale.

English version

An international call for a week of action against speciesism, from October 30 and November 5, has been launched through social media. It encourages folks to carry out all kinds of actions, from street propaganda (paintings, posters, distribution of leaflets …) to workshops/forums and debates in your meeting spaces, to self-organizing various actions against specific businesses with the tools that each person may consider appropriate, to mass mobilizations and demonstrations. May each one be organized as it suits each one involved, and may they shake all the cages. In memory of Barry Horne and all the human and nonhuman victims of speciesism and domination.

Both individual and collective measures of struggle are valid; from diffusion actions to mobilizations.

Solidarity between species is not just a written word!

Versión en español 

Del 30 de octubre al 5 de noviembre, Semana internacional de acción contra el especismo

A través de redes sociales se ha lanzado una convocatoria internacional para una semana de acción contra el especismo, entre el 30 de octubre y el 5 de noviembre. Se anima a realizar todo tipo de acciones, desde propaganda en la calle (pintadas, carteles, distribución de panfletos…) hasta charlas y debates en vuestros espacios de encuentro y auto-organización, acciones diversas contra negocios especistas con las herramientas que cada cual considere apropiadas, o movilizaciones y manifestaciones. Que cada cual se organice como le convenga y agite contra todas las jaulas. En memoria de Barry Horne y de todas las víctimas humanas y no-humanas del especismo y de la dominación.

Las medidas de lucha tanto individuales como colectivas son válidas; desde acciones de difusión hasta movilizaciones.
¡La solidaridad entre especies no es solo palabra escrita!

Basque version

Urriaren 30etik azaroaren 5era arte, Ekintza Antiespezisten Nazioarteko Astea.

Sare sozialen bidez nazioarteko deialdi bat zabaldu da espezismoaren aurkako ekintzaren aste baterako, urriaren 30etik azaroaren 5a bitarte. Era guztietako ekintzak burutzera dei egiten dizuegu: kale-propaganda (pintaketak, kartelak, panfleto-banaketa… ), topagune eta auto-eraketa guneetan antolaturiko hitzaldi nahiz debateak, askotariko ekintzak negozio espezisten aurka bakoitzak komenigarri deritzen tresnekin, edo mobilizazio nahiz manifestazioak. Norbera nahi bezala antola dadila kaiola guztien aurka. Barry Hornen eta espezismoaren eta jazarpenaren biktimen omenez, izan gizaki nahiz ez.

Berdin balio dute neurri indibidual nahiz kolektiboek, difusio-ekintzek zein mobilizazioek.
Espezieen arteko elkartasuna ez da soilik idatzizkoa!

Français version

Un appel international pour une semaine d’action contre le spécisme, du 30 octobre au 5 novembre, a été lancé a travers les médias sociaux. Il encourage les gens à mener toutes sortes d’actions, de la propagande dans les rues (peintures, affiches, distribution de brochures …) à des ateliers / forums et des débats dans vos espaces de réunion, à l’auto-organisation de diverses actions contre des entreprises spécifiques avec les outils que chaque personne peut considérer approprié, aux mobilisations et aux manifestations de masse. Que chacun soit organisé comme il lui convient, et qu’ils agitent toutes les cages. En mémoire de Barry Horne et de toutes les victimes humaines et non humaines du spécisme et de la domination.

Toutes les mesures individuelles et collectives de lutte sont valides; des actions de diffusion aux mobilisations.

La solidarité entre les espèces n’est pas seulement un mot écrit!

Türkçe versiyon

30 Ekim ve 5 Kasım tarihleri arasında, türcülüğe karşı bir hafta süren uluslararası bir çağrı sosyal medya aracılığıyla başlatıldı. Sokak propagandasından (resim, afiş, broşür dağıtımı…) toplantı alanlarınızdaki atölye çalışmalarına/forumlara ve tartışmalara, her bireyin uygun göreceği araçlar ile belirli işletmelere karşı çeşitli eylemleri kendi kendine organize etmeye, kitlesel hareketlilik ve gösterilere kadar her türlü eylem insanları dışarıya taşımaya teşvik eder. Her birey ilgili olduğu kadar organize olabilirse, tüm kafesleri sarsabilirler.
Barry Horne’un, türcülüğün ve tahakkümün tüm insan ve insan olmayan kurbanları anısına.

Yayıncılık faliyetlerinden mobilize olmaya kadar , tüm bireysel ve kolektif mücadele çeşitleri geçerlidir.
Türler arası dayanışma boş bir laf değildir!

Kurdish Version 

Ji 30’yê Îlonê 5’ê Sermewazê ji bo ku li hemberî nifşperestiyê bangawaziya navnetewî haykırın. Ji propaganda kolan( wêne, afîş , belavkirina belavokan) xebatên atolyeyên li qadên we/ ji forum û gengeşiyan, herkes dikare li hemberî fîrmayan curbicur çalakiyên xwe bi amurên dest da çalakiyan bikarbîne û her çalakî wê mirovan teşwîk bike. Takekesek çiqas organîze bibe ; ewqas wê qefes wê bên şikestin.
Ji bo qurbanên nifşperestî yên mirov û nemirov ji bo bîranîna Barry Horne.
Ji xebatên çapemeniyê heya çalakbûnê, hemû cureyên têkoşînên takekesî û komî derbasdar e.
Hevkariya nifşperestan ne gotinek vala ye !

German Version

Internationale Woche für Antispeziesistische Aktionen vom 30. Oktober bis 5. November 2017
(from Contra-info)

Internationale Woche für Antispeziesistische Aktionen
Erweitert eure Ideen gegen die Ausbeutung von Tieren
Mobilisierung / Boykottaktionen / Verbreitung / Debatten / Aktionen
Die Solidarität zwischen den Spezien ist nicht nur ein geschriebenes Wort
In Erinnerung an Barry Horne und den Opfern von Speziesmus und Faschismus

Portuguese Version

Semana Internacional de Ação Contra o Especismo [30 de Outubro a 5 de Novembro]

Uma chamada internacional por uma semana de ação contra o especismo foi lançada para a semana de 30 de Outubro a 5 de Novembro. Apela-se à realização de todo o tipo de ações, desde a propaganda nas ruas (grafitis, pintadas, cartazes, distribuição de panfletos…), conversas e debates nos seus espaços de encontro e auto-organização, até a ações diversas contra negócios especistas – com as ferramentas que cada qual considere apropriadas – além de concentrações e manifestações. Que cada qual se organize como lhe convenha, individualmente ou em grupo, que se agite contra todas as jaulas. Em memória de Barry Horne e de todas as vítimas humanas e não humanas do especismo e da dominação.

As medidas de luta individuais e coletivas são válidas; das ações de difusão às mobilizações.

A solidariedade entre espécies não é só palavra escrita!

Fonte

Il Contagio si diffonde alla Festa Antispecista

Contagio Antispecista non è un gruppo, non è un collettivo né, tanto meno, un’associazione, ma nasce come piattaforma di condivisione, scambio, diffusione di materiale, testi e riflessioni utili a fare chiarezza su ciò che l’antispecismo dovrebbe rappresentare: una lotta politica per la liberazione totale!
Questo dal desiderio, e forse necessità, di costituire qualcosa che non abbia, né detti, vincoli particolari: chiunque può essere CA, tutt* possono farne parte ed usufruirne, purché siano rispettati i principi di antifascismo (antirazzismo, antisessismo, antiomotransfobia), anticapitalismo, antiautoritarismo senza cui l’antispecismo stesso non potrebbe esistere.
A circa un anno dal lancio di questo progetto, nel corso del quale è stato possibile far luce su fenomeni come l’opera di mercificazione subita dall’antispecismo e le infiltrazioni fasciste all’interno dello stesso, che come piramidi secolari elevano l’ingiustizia a “forma mentis” culturale e supremazia consolidata svuotando così di ogni valore la lotta per la liberazione animale, ci viene offerta la possibilità di un confronto pubblico nell’ambito dell’edizione annuale della Festa Antispecista.
Avremo la possibilità di approfondire argomenti come quelli affrontati nei testi Animalismo R.I.P. e Animalismo R.I.P. 2.0Vegan Degrado e Agganciati al sistema antropocentrico, contribuendo alla conferenza dal titolo Michela Vittoria Brambilla e la mercificazione del veganismo, in collaborazione con Maria Cristina Polzonetti e Aldo Sottofattori che si terrà sabato 16 settembre, alle ore 19, presso il Macao di Milano.

Info: Festa Antispecista

Total Liberation Gathering: 28 – 29 – 30 luglio 2017

Animal and Human Resistance, struggle for the Earth

Riceviamo e diffondiamo la locandina che lancia l’incontro in programma ad Agripunk (realtà antispecista per la liberazione animale, umana, della terra) a fine luglio.
Un’occasione di confronto tra chi si batte contro ogni forma di prevaricazione e dominio, contro capitalismo e specismo, e quelle conseguenziali dinamiche dettate dal profitto che promuovono lo sfruttamento della terra, la schiavitù e mercificazione dell’animale non umano e umano.

Cogliamo l’occasione per segnalare la campagna internazionale lanciata recentemente dal rifugio di Ambra, e che proseguirà sino a fine settembre, #supportAgripunk: una raccolta fondi per sostenere una delle rare realtà antispeciste a battersi realmente e praticamente per la liberazione totale.

Sad but true: animalismo r.i.p. 2.0 – Melanzano S.P.A.

Riceviamo e diffondiamo il testo scritto da Melanzano s.p.a., un approfondimento in merito all’articolo Animalismo R.I.P. pubblicato dal Contagio lo scorso 25 maggio.
Una disamina che permette di chiarire la vera natura e le reali intenzioni delle realtà menzionate: la stretta collaborazione tra chi usa la lotta per la liberazione animale come trampolino elettorale e chi la vuole omologare a fini economici.

Il 20 maggio 2017, Michela Vittoria Brambilla si appropria indegnamente della parola movimento e della parola animalista (in un periodo in cui tutt@ si chiedono se esiste ancora un movimento animalista) e la trasforma nell’ennesimo mostro elettorale, propagandistico, mediatico e inverosimile di Berlusconi, riscopertosi appunto “animalista” grazie ad –udite udite- un cane.
Il lancio è stato preceduto da un video intitolato “Berlusconi salva 5 agnelli” che dovrebbe far capire immediatamente, dopo la visione del suddetto video, della paraculata assurda e della falsità della cosa anche solo per il fatto che in verità gli agnelli sono 3 ma nessuno sembra essere in grado di contarli (sarà colpa degli psicofarmaci che il sistema ci obbliga a prendere per riuscire a prendere sonno, grazie ai quali la gente ha smesso di contare le pecore per addormentarsi serena).
Lanciato questo video è partita la rincorsa all’agnello da parte di politici vari (sia per fare la figura dei salvatori sia per farselo al forno) e dei relativi sondaggi.
Il qualunquismo imperante ha decretato il Beeerlusca degno rappresentante di una nuova lotta per i diritti animali e ha permesso a lui e alla Bramby il lancio di questo partito di cui Silvio si dichiara socio fondatore annunciando fiero che “il neonato Movimento animalista avrà l’appoggio di Forza Italia”.
Questa è la prova che dal qualunquismo sono sempre i soliti ad emergere, o resuscitare in questo caso, con l’aggravante della presa di culo.
Ossia le dichiarazioni di come sia “un partito che nasce dal basso” oppure “un partito trasversale perché riunisce tutti gli amanti degli animali” quando non solo parte da uno dei più grandi e noti imprenditori/politici/intrattenitori del paese ma è pure schierato in maniera inequivocabile verso una ben chiara direzione.
Ma d’altraparte la Bramby è nota per essere particolarmente abile ad infiltrarsi dove altri hanno già fatto la maggior parte del “lavoro” agendo davvero dal basso.
Il programma infarcito di proposte trite e ritrite, ovvie, welfariste e applicabili solo a certe specie come al solito.
Una tra tutte, troviamo la proposta di regolamentazione e maggior controllo dell’allevamento intensivo di Innocenziano profumo e come nel caso della giornalista, che in una intervista ammette che il consumatore di carne dovrebbe essere il primo animalista (sputtanando ancora una volta questo povero termine), non viene fatto nessun riferimento alla questione fondamentalmente alla base della lotta allo specismo ossia… gli animali muoiono precocemente per soddisfare certe nostre esigenzeviziabitudini.
E qui si arriverebbe ad un nodo cruciale ossia più precisamente alla differenza tra animalismo e antispecismo.
Perché una differenza c’è ed è ora di ammetterlo.

L’animalismo vuole leggi e diritti in difesa “dei più deboli tra i deboli” e “i senza voce”, l’antispecismo, almeno a modesto parere dello scrivente, è la lotta per chi e a fianco di, chiunque sia, è sottoposto a discriminazioni, sfruttamento e schiavitù.
Una delle azioni di lotta allo specismo è il non consumare derivati animali di alcun tipo, cosa che non necessariamente vale anche per l’animalismo.
Ma quando il “mangiare vegan” diviene di pubblico dominio e viene dato in pasto ai mass media, la questione politica viene fatta mettere in disparte dalla partitica (come nel caso del Movimento animalista) snaturando, istituzionalizzando e deridendo un concetto così anarchico e rivoluzionario come la Liberazione animale, ed ecco che il veganismo diventa un concetto aleatorio, redditizio e fine a se stesso.
Lo dimostra il fatto che a presentare la nascita dell’azzurro partito animalista c’era nientepopodimenoche il network Veganok.
Per chi non sapesse Veganok è un ente di autocertificazione a pagamento di recente pure “sposato” con Bioagricert che appone bollini su prodotti vegani.
Sarebbe molto utile se servisse ad identificare i prodotti vegani creati da aziende vegane condotte da persone vegane (come in parte anche fa).
Perde però di credibilità quando consente anche ad aziende non vegan l’adesione al disciplinare facendo si che possiamo trovare prodotti Vok distribuiti e prodotti da industrie e aziende che producono e commerciano anche carne e derivati animali vari.
Creando imbarazzanti malintesi tipo un bollino che finisce sull’etichetta del cioccolato al latte anziché in quella del fondente.
Errori comunque imputabili all’azienda stessa e non all’ente per carità… l’ente però dovrebbe vigilare un po’ più spesso… oppure considerare che non avrebbe di questi problemi se l’azienda fosse vegan e basta.
Dovunque finirebbe il bollino, sarebbe comunque nel giusto contesto.
Tornando alla vigilanza o alla sua voluta o non voluta assenza, la brama di distribuire bollini ha consentito la certificazione anche ad aziende a dir poco imbarazzanti… citiamo 2 esempi che abbiamo avuto modo di trovare a caso tra le centinaia di aziende certificate: la Tenuta San Jacopo (vino certificato Vok) e Pieve a Salti bio (cereali e legumi certificati Vok).
La prima appunto vende vino, hanno stanze per vacanze, organizzano eventi… insomma è un gran bel posto.
Camere meravigliose, menù suntuosi (e già il primo naso storto… menù non vegani….), immersa nella natura delle colline toscane offre ai suoi ospiti una serie di attività divertenti e rilassanti.
Due tra tutte: la pesca sportiva alle trote e le battute di caccia al cinghiale insieme alle squadre locali.
Per gli appassionati di pesca in acque dolci Fly fishing:
accompagnati come guida da un esperto pescatore, rinomato anche come rod maker, è possibile trascorrere – a pagamento – una giornata di pesca sulla tile water-Alto Tevere e sul fiume Nera utilizzando attrezzature tradizionale e in bamboo, con la possibilità di catturare trote e temoli.
Per la giornata completa , compreso trasporto e attrezzatura, il costo è di 250 euro per una persona e di 350 euro per due persone (i prezzi comprendono anche permessi e licenza).
Per gli appassionati di caccia: è possibile praticare la caccia al cinghiale aggregandosi come ospiti alle squadre autorizzate nei terreni circostanti la fattoria. È necessario essere in possesso delle autorizzazioni di legge.
Basta andare nel loro sito e guardare la sezione “attività”… c’è pure un bellissimo cinghialone nelle foto di testa.
L’altra simpatica e bucolica azienda agricola vende farro, grano, ceci, lenticchie insomma cereali e legumi di produzione propria certificati ed è anche agriturismo. Nel loro sito nella sezione “produzione” la prima vocina che esce nel menù a tendina però è “allevamento”.
“Nel periodo primaverile è già possibile vedere le nostre limuosine libere pascolare nei prati accanto ai cavalli del nostro maneggio. La mandria è composta mediamente da 30/35 femmine fattrici (vacche) ed un toro maschio. I bovini pascolano per un periodo che va dai 6 agli 8 mesi a seconda delle zone dedicate al pascolo ed alle condizioni climatiche.
La mandria viene lasciata al pascolo nel periodo primaverile e rientra in stalla ai primi freddi autunnali. Manze e vitelli rimangono con le fattrici fino all’età di 6/7 mesi dopo di chè le femmine vengono separate fino all’età di 18/20 mesi per poi tornare in mandria per il rinnovo. I Vitelli maschi vengono ingrassati e le loro carni utilizzate all’interno dell’agriturismo.
Credo che questo sia abbastanza eloquente e credo che, alla luce di quanto scritto da loro stessi, il dubbio sulle coltivazioni concimate con il letame di queste povere mucchine passi quasi in secondo piano.
Direi che quindi l’idea che hanno Berlusca e Brambilla dell’animalismo e del veganismo ben si sposa con la filosofia aziendale di Veganok.
Hai voglia poi di andare a fare i corsi di etica ai produttori…
Ci sarebbero altre aziende che hanno la certificazione per vino o pasta o verdure e che accanto al pesto di rucola Vok hanno quello di fagiano proveniente dal proprio allevamento avicolo, giusto per citare un altro esempio.
La cosa che rode è che tanti produttori davvero seri e che magari davvero lo fanno per etica, per morale, per questione politica insomma, non per questioni meramente pubblicitarie si accostano a questo sistema venendo ridicolizzati, evitati e boicottati.
Non capendo che nel momento in cui capitalizzi e monetizzi la liberazione, stai perdendo tu stesso la libertà e la forza della tua lotta per la liberazione stessa.
E tutto questo comunque non viene a casaccio…
Si sta creando apposta un’esasperazione mediatica atta a screditare e fagocitare questa lotta.
Basti vedere cos’è capitato al “povero cristo” che ha fatto il materasso vegano e ha avuto la geniale idea di farselo pure bollinare… manifesti strappati, pubblica gogna e pure sollevazioni popolari bipartisan, dai non vegani e dai vegani stessi.
Perché?
Perché ha davvero senso bollinare un materasso?
Perché non era più utile pubblicizzarlo per quello che è, ossia un materasso senza derivati animali (tipo la lana nel lato invernale) invece di aggiungere “ingredienti” ridicoli tipo alghe e soia e farselo bollinare?
Perché è davvero essenziale fare tutto sto casino per un materasso vegano?

Tutto questo è solo un sintomo di una denigrazione che va avanti da tempo grazie a gente che casca nelle trappole di chi brandisce un salame e prende uno stipendio a seconda di quanti lo ascoltano.
Gente che va nella tv di stato a fare la figura dell’animalista che prima impartisce direttive per un presidio rispettoso, dai toni pacati, per fare informazione e poi sbraita in faccia al trasportatoreallevatoreimpellicciatocacciatore di turno vomitando tutti i luoghi comuni che hanno portato alle definizioni “nazianimalista” e “nazivegano”, pulendosi la faccia poi facendosi vedere in compagnia di persone dichiaratamente antispeciste, giusto per rimescolare ancora un po’ le carte e creare ulteriore confusione e ambiguità.
E all’antispecismo che rimane?
All’antispecismo rimane l’imbarazzo di non poter cacciare via gente a pedate da un presidio, rimane l’imbarazzo di vedere quello stesso bollino appiccicato ad un rifugio per animali da reddito, rimane l’imbarazzo di veder nascere la fotocopia della Società Scienza Nutrizione Vegetariana e di vedere tutto buttato sul piano salutista, rimane l’imbarazzo di dover sottostare a questo sistema continuando a partecipare a festival svuotati di ogni contenuto per provare a portare invano un po’ di suoni di liberazione arrivando ad un autolesionismo cosmico, l’imbarazzo di accettare eventi benefit per gli animali anche sapendo che il 75% va “benefit” al ristorante, rimane l’imbarazzo di dover fare la spesa e prendere per forza qualcosa con il bollino perché altro non c’è o costa un botto oppure l’imbarazzo di vedere quante e quali associazioni appoggiano queste 2 realtà: il Movimento della Bramby e il Veganok e l’imbarazzo di non sapere più in che piazza scendere per non confondersi con queste realtà.
Rimane l’imbarazzo di vedere presidi antifascisti con troppo poche bandiere verdenero e viceversa.
Ma le cose cambieranno perché dell’imbarazzo, dei politici e dei marchietti ci siamo un po’ stancati.

Melanzano s.p.a. (stanchi però arrabbiati)

Animalismo R.I.P.: antispecismo è antifascismo

L’animalismo è una corrente di pensiero fondata sul rispetto per gli animali (sarebbe meglio parlare di animali non-umani, giàcché anche l’essere umano appartiene al regno animale). (Anarchopedia)

Una definizione da dimenticare, orfana ormai del suo significato originale, smarrita nei meandri della storia di un non-movimento che ad un certo punto del percorso è stato fagocitato da chi ha avuto la capacità di strumentalizzarlo per fini economici o per garantirsi comodi trampolini elettorali.
L’animalismo oggi è diventato la discarica delle infiltrazioni fasciste che hanno trovato terreno fertile in un ambiente arido di contenuti politici (dove vige la regola del “per gli animali va bene tutto”) ma non di partiti che, a loro volta, hanno iniziato ad usarlo per fini elettorali e come bacino dal quale attingere nuovi voti.
Un’escalation degradante la cui origine risale all’epoca della mobilitazione contro Green Hill (nata dal basso in maniera indipendente e spontanea, ma strumentalizzata al culmine della sua espressione dall’on. Brambilla) e che ha visto la sua sublimazione lo scorso 20 maggio, con la costituzione del Movimento Animalista: un partito politico a tutti gli effetti (costola di Forza Italia) che sfrutta la causa per riportare in voga personaggi ormai decaduti.
Un evento tenuto a battesimo anche dal network di VeganOk, onnipresente quando si tratta di offrire visibilità a chi fa dell’incoerenza il proprio biglietto da visita, e quando a tenere banco sono quelle espressioni che possono favorire la manipolazione e mercificazione degli ideali di liberazione a fini commerciali.
L'”onorevole” Brambilla (che a fianco di Berlusconi ha dato vita al suddetto movimento) oltre alla sua risaputa provenienza destroide, che incarna l’esatto contrario dei valori proposti dalla lotta per la liberazione animale, è socia fondatrice della Sotra Coast International: azienda che importa prodotti ittici freschi, congelati e surgelati da Scozia, Norvegia, Canada e Spagna per rivenderli alla grande distribuzione come Carrefour, Coop e Rewe-Billa-Standa, coprendo il 98% del mercato italiano (tratto dal dossier Conoscerli per Isolarli).
E non va dimenticato il caso del canile lager di Lecco, di proprietà dell’on. Brambilla per 10 anni, dove 150 cani venivano tenuti in condizioni precarie all’interno di una struttura non a norma, definitivamente chiuso nel giugno 2012 mentre lei gioiva per il sequestro di Green Hill.
Mentre, sempre nel 2012, ha tenuto a battesimo l’inaugurazione di un’area “naturalistica” all’interno dello zoo delle Cornelle di Valbrembo (BG)
La nuova icona dell’animalismo italiano, oltre alle suddette incoerenze, ha costruito la propria fortuna sullo sfruttamento dei mari e di chi li popola, un aspetto che anni fa l’ha portata a diventare socia di maggioranza di una nota linea di prodotti industriali vegan, IoVeg (ma quasi esclusivamente vegetariani), al fine di ripulirsi l’immagine e garantirsi ulteriori introiti da parte di animalist* disinformati, disinteressati o ingenui.
La deriva qualunquista, oltre alla presenza di associazioni animaliste promotrici del “benessere animale” come Essere Animali e Animal Equality, si arricchisce quindi con quella di partiti politici che completano l’opera di smantellamento dell’animalismo, perché se un tempo tale termine poteva significare il rispetto per gli animali umani e non umani senza distinzione alcuna, ora non rispecchia più tale valore considerando la natura prevaricatrice delle istituzioni citate.
Da qui la necessità di fare un’accurata distinzione tra animalismo (che non fa necessariamente rima con veganismo né, tanto meno, con antispecismo) e la lotta per la liberazione animale.
In tempi anacronistici come quelli in cui viviamo, dove tutto o quasi diventa mercato, simbolo senz’anima un tanto al chilo, rivendicare l’origine politica di quella A cerchiata (al tempo stesso emblema delle pratiche di azione diretta per la liberazione animale ma anche terreno comune di lotta di quell’umanità che non si arrende davanti ad ogni forma di oppressione, discriminazione e sfruttamento) significa tracciare una linea invalicabile tra chi vuole smantellare le strutture di potere e chi intende strumentalizzare il vessillo animalista per replicare modelli di dominio sulla pelle degli animali, umani e non umani.
Se ad una prima impressione la costituzione del Movimento Animalista può destare preoccupazione, a dire il vero permette di facilitare la distinzione tra chi promuove un animalismo di facciata che strizza l’occhio alle istituzioni, alle infiltrazioni fasciste e partitiche, e chi invece conduce la lotta per la liberazione totale, sostenendo quell’antispecismo politico che opera dal basso.
Più volte in questi ultimi anni da parte di singol* e gruppi antispecisti è stata espressa la necessità, non che la volontà, di prendere le distanze da ciò che l’animalismo ormai rappresenta, per evitare incomprensioni e scrollarsi di dosso quelle contraddizioni anacronistiche che impediscono il definitivo decollo e affermazione della lotta per la Liberazione Animale.

Antispecismo è Antifascismo

Per dovere di cronaca riportiamo di seguito l’elenco delle associazioni che insieme a Forza Italia hanno contribuito alla fondazione del Movimento Animalista precisando, però, che alcune stanno ritrattando questa decisione prendendovi le distanze.
Non pervenuti invece quei gruppi come Centopercento Animalisti, Iene Vegane, Meta, Fronte Animalista appartenenti comunque a correnti di destra.

Enpa, Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, Oipa, Gaia Animali & Ambiente, Leal, Animalisti Italiani, SOS Levrieri, Anima Equina, Banco Italiano Zoologico, Animalisti onlus, Cani e Mici per Amici, Arcadia Onlus, Una Cuccia per la Vita, Amico Peloso, Lida, Grandi Amici Onlus, I Pelosetti, Zampa su Zampa, Io non ti Mangio, Anpana,I Ca’ de Castiu´, Como Scodinzola, ChiaraMilia, Salva un Cane, Animal Emergency Europe, Emi, Amici di Fido, Una Copertina per Snoopy, International Animal Protection League Italia, Il Mio Amico, Uniti per gli Animali, Diamoci La Zampa, Gagi Greyhard Adopt Center, Gli Angeli Randagi del Vesuvio, Animal Liberation, Una Zampa per la Vita, Ialp, Anime Randagie, Amici di Fiocco, Educanamente, BauBau Village, Amici per i Baffi, Associazione Animalista per i Randagi, Animalissimi Onlus, L’Altra Zampa, Felici nella Coda, Save The Dog, Animal Asian Foundation, Proteggiamo i Nostri Amici Animali in Maremma Onlus, Gatti Mammoni, Liv, Branco Misto ASD Bolzano, Ghismo Onlus.

Vegan Degrado

L’auto-certificazione VeganOk e il marchio Vegan Delicius, di cui il primo ne è promotore, hanno fatto ritorno a casa mostrando ancora una volta il volto reale di ciò che è stato concepito al preciso scopo di sfruttare la causa, riducendo in business la lotta per la liberazione animale.
Se da un lato VeganOk sta conducendo un’opera di monopolio certificando anche l’ovvio: insalate, olio evo, verdure e legumi confezionati ecc., senza tra l’altro porre alcuna attenzione sui marchi e multinazionali che commercializzano i vari prodotti. Dall’altra ha promosso e dato vita ad una linea di surrogati vegetali (Vegan Delicius) che mantengono ben viva l’idea di ciò che è frutto di schiavitù e sfruttamento animale.

Una tendenza che mantiene viva l’immagine di quel sistema violento votato a l’assoggettamento di chi viene considerato inferiore e quindi sacrificabile per ragioni di lucro, prima, e di gola poi.
Un fenomeno alimentato da quell’errata concezione del veganismo che porta molti/e a rassicurare il prossimo garantendogli/le di poter avere ugualmente accesso ad un’alimentazione gustosa e a una buona varietà di prodotti industriali pur di farlo/a diventare vegan, riducendo il tutto ad una mera scelta nutrizionale o di moda. (dall’articolo Agganciati al sistema antropocentrico)

Da immagine a grottesca realtà, in quanto i prodotti Vegan Delicius (salumi, mortadelle e salami di origine vegetale ottenuti attraverso l’impiego di una sostanza chiamata NoGluty) sono ora reperibili e vengono venduti da vere e proprie macellerie.
Un sodalizio che offre così pieno sostegno a quella macchina di sfruttamento con la quale VeganOk va comunque a braccetto, in quanto espressione di un capitalismo “verde” che mantiene in vita quelle dinamiche di dominio ambientale, animale e sociale che rappresentano l’esatto contrario dei valori espressi da veganismo e antispecismo.
Del resto l’incoerenza è di casa perché Vegan Delicius, dopo aver decantato le lodi di un progetto commerciale che ha tramutato un ex macelleria in un luogo di “liberazione” (per quanto possa definirsi tale un posto votato al consumismo e al capitalismo), ha iniziato a mettere in vendita i suoi prodotti all’interno di un’altra macelleria, vera e propria, di Rimini.

…sinonimo di prodotti buoni e genuini, di ricerca, di novità e di qualità per ogni esigenza, anche per i vegani!
Ecco perchè da noi troverete anche prodotti Veganok e Vegan Delicious: salame piccante, bresaola, finocchiona e formaggio fior di befana.
Grandi novità 100% vegane e senza glutine, ideali sia per chi segue una dieta vegana, sia per chi desidera variare la propria alimentazione alternando la carne con prodotti nuovi, sani e genuini: senza mai rinunciare al gusto! (dalla pagina fb della macelleria)

Dieta, alternativa, scelta alimentare, magari da alternare al consumo di carne e derivati animali nell’arco della settimana, per moda, per la propria salute personale, tutte espressioni di quell’antropocentrismo (ovvero l’essere umano al centro di ogni cosa) che l’antispecismo si pone di contrastare e smantellare.
Un sistema sostenuto e alimentato da realtà come VeganOk, che speculano sulla causa, oltre che da tutte quelle associazioni animaliste promotrici della “politica dei piccoli passi”, più preoccupate a fornire pubblicità gratuita a marchi e prodotti industriali piuttosto che difendere e diffondere i valori politici dell’antispecismo.
Il problema però non è rappresentato tanto da VeganOk, i cui obiettivi sono ormai ben noti, neanche dalla macelleria di Rimini che fa parte di quel sistema di dominio da combattere, e nemmeno dalle associazioni animaliste che supportano tutto questo, ma da tutte quelle persone che seguono, sostengono, finanziano, danno credito e visibilità a chi manipola la lotta a vantaggio dei propri fini personali.
Un insulto nei confronti di chi ogni giorno si impegna in prima persona per la liberazione animale, umana, della Terra e della causa stessa, che viene svuotata di ogni suo principio e valore.

Contro la mercificazione degli ideali di liberazione

Contagio Antispecista è una piattaforma di scambio, dialogo e approfondimento sulle tematiche legate all’antispecismo nata dal desiderio e dalla necessità di contrastare l’opera di mercificazione condotta dal sistema capitalista e consumista ai danni delle istanze di liberazione.
Una lotta che quotidianamente viene svuotata di ogni suo valore, ridotta a business e omologata in quello stesso sistema antropocentrico che veganismo e antispecismo si propongono di contrastare.
Da questo blog vuole partire un appello alla mobilitazione rivolto a tutte quelle realtà che sostengono e promuovono l’antispecismo basato sui valori di antifascismo (antirazzismo, antisessismo, anti-omotransfobia, anti che non delega la lotta, non riconosce e rifiuta ogni dialogo con le istituzioni, e che si pone come critica e opposizione radicale a capitalismo e consumismo, espressioni del sistema antropocentrico e quindi specista.
Contagio Antispecista non è un gruppo, non è una persona, è un luogo dove poter caricare e reperire materiale utile a promuovere, sostenere e difendere i valori dell’antispecismo, troppo spesso svenduti anche da chi milita nell’ambiente (singole persone, gruppi e associazioni che si spacciano per antispeciste), ma che hanno fatto degli ideali di liberazione il proprio business personale o uno strumento per facili protagonismi.
Questo blog si pone l’obiettivo di mettere chiarezza in un ambiente troppo spesso preda di chi vuole usare le istanze antispeciste per fini personali, siano essi economici o politici, alimentando un sistema che punta all’omologazione e alla conseguente perdita dei valori che muovono la lotta per la liberazione animale, umana, della Terra.

 

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